La formazione per l'agrivoltaico sostenibile: certificazione, monitoraggio e interpretazione dei dati per una gestione efficiente e sostenibile
L’incontro intende creare uno spazio di approfondimento, di confronto e condivisione sui temi legati alla certificazione e al monitoraggio dei sistemi agrivoltaici, con la conseguente necessità di interpretare una notevole quantità di dati che saranno generati dalla entrata in esercizio dei diversi impianti, installati sul territorio nazionale.
L’incontro vedrà il coinvolgimento di esperti qualificati e la condivisione di esperienze in corso, con l’intento di far comprendere come il monitoraggio possa essere elemento fondamentale nella gestione e ottimizzazione degli impianti, sia dal punto di vista energetico che della produzione agricola, e così fornire risposte alle necessità dei professionisti che operano nel settore agrivoltaico e che devono certificare la efficacia dell’intervento in termini di produzione energetica e resa agricola.
L'agrivoltaico rappresenta una delle sfide più rilevanti e promettenti non solo per la transizione energetica ma per la tenuta del sistema agricolo ed agroalimentare del nostro Paese. Si configura non come una semplice sovrapposizione fisica, ma come un sistema complesso, ibrido e potenzialmente sinergico dato dalla co-presenza di un sistema fotovoltaico e di un sistema agricolo/zootecnico.
In questo scenario, la certificazione AIAS/RINA nasce proprio per valutare la sostenibilità degli impianti in tutte le sue dimensioni, adottando un approccio multicriteriale che integra i tre pilastri ESG (Environmental, Social, Governance). Tale strumento si affianca alla co-progettazione e alla co-gestione di questi sistemi, analizzati come un unico “ecosistema funzionale”.
Questi processi richiedono, tuttavia, un approccio capace di monitorare tutte le componenti presenti e interconnesse tra di loro, necessarie per comprendere e ottimizzare la sostenibilità complessiva del sistema e la sua efficienza. Il monitoraggio, obbligatorio per i progetti PNRR, va a coprire ogni aspetto delle componenti integrate nel sistema agrivoltaico: ambiente, suolo, produzione agricola e energetica, paesaggio, risorsa idrica. I dati raccolti nel monitoraggio e opportunamente analizzati e valutati, costituiscono il fondamento per approfondire la conoscenza di questi sistemi complessi. Questa conoscenza è la chiave per migliorarne la progettazione, la gestione, la manutenzione e, in ultima analisi, per massimizzare i benefici ambientali ed economici del sistema agrivoltaico.
La partecipazione al Convegno prevede il riconoscimento di CFP del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali e del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati.
Feromoni in frutticoltura, dal monitoraggio alla difesa
L’uso dei feromoni per il monitoraggio e la difesa dagli insetti fitofagi in frutticoltura è una pratica assodata in agricoltura integrata e biologica.
Il monitoraggio rappresenta storicamente il campo d’impiego più diffuso, interessando tutte le principali colture e costituendo tuttora uno degli strumenti indispensabili, insieme ai modelli previsionali, per una razionale difesa integrata.
Per quanto riguarda il loro impiego per contenere le infestazioni degli insetti fitofagi, la confusione sessuale rappresenta il metodo di controllo più diffuso e ha permesso la gestione di varie specie in diversi comprensori frutticoli italiani.
Standard qualitativi e sanitari del seme dei verri selezionati: per il progresso genetico e produttivo degli allevamenti dei circuiti DOP
Il Centro FA ANAS per i programmi genetici delle razze italiane e per la qualificazione delle filiere DOP.
Procedure e controllo di processo nella produzione delle dosi, risultati raggiunti e prospettive.
Protocolli gestione verri e dosi: le condizioni per assicurare la distribuzione di dosi con un’alta qualifica sanitaria.
Traffico controllato: effetti sul compattamento
Il compattamento dei terreni è una delle cause di perdita di fertilità. La maggior parte dei danni è causata già dal primo passaggio in campo e quindi l’unica soluzione per preservare la zona coltivata è adottare il metodo di traffico controllato. Quest tecnica offre inoltre altri vantaggi, sia agronomici, sia nell’ uso delle attrezzature.