L’intervento dell’europarlamentare con l’Ufficio stampa di Fieragricola di Verona

Verona, 5 maggio 2021. Si avvicina l’intesa sulla riforma della Politica agricola comune (Pac), che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023. La conferma all’Ufficio stampa di Fieragricola, rassegna biennale internazionale dedicata all’agricoltura in programma a Veronafiere dal 26 al 29 gennaio 2022, arriva dall’on. Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo. «Nel mese di maggio dovremmo chiudere l’accordo inter-istituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue – dichiara De Castro -. Avremo una Pac che chiederà agli agricoltori un impegno ambientale maggiore e gli eco-schemi rappresentano il punto più rilevante di questa riforma».

Il tema degli ec-schemi è uno degli aspetti che forse impensierisce maggiormente il mondo agricolo. Tali misure rivolte a migliorare la sostenibilità in agricoltura, rispetto al passato, avranno linee guida europee, ma declinazioni definite entro certi limiti liberamente da ogni Stato membro che, ricorda De Castro, «potrà scegliere le misure più adatte per il proprio territorio».
Nelle prossime settimane – l’accordo definitivo dovrebbe essere raggiunto sotto la presidenza portoghese, quindi entro il prossimo giugno – dovrà essere trovato un punto di equilibrio fra la proposta del Parlamento europeo (che chiede che gli eco-schemi pesino per il 30% degli stanziamenti inseriti nel Primo pilastro) e quella del Consiglio (20%). «È facile immaginare che ci sarà una soluzione finale intorno al 25%, lo vedremo», prosegue l’ex ministro dell’agricoltura durante il governo Prodi.
De Castro rassicura sul fatto che «non cambierà in maniera radicale e sostanziale l’approccio della Pac a cui siamo abituati, anche se certamente i maggiori impegni ambientali richiederanno incentivi agli agricoltori per mettere in atto buone pratiche e misure sempre più attente ai cambiamenti climatici e al tema ambientale, che assume con il Green Deal un rilievo sempre maggiore
».

Quanto agli altri dossier (Ocm, in particolare sul settore vitivinicolo) vi sono spiragli significativi per l’agricoltura italiana. «Daremo sempre più forza ai consorzi per gestire l’offerta e allo stesso tempo daremo attenzione agli strumenti di gestione del rischio – anticipa l’on. De Castro -, perché vogliamo evitare che gli agricoltori non abbiano strumenti capaci di affrontare quest’epoca di incertezza sia per i cambiamenti climatici, ma anche per quanto riguarda l’andamento di mercato».

Il Parlamento europeo ha anche posto l’accento sulla cosiddetta «condizionalità sociale», tema sul quale, conclude l’europarlamentare, «ci auguriamo che finalmente in questa riforma della Pac ci sia un segnale chiaro nei confronti di chi rispetta le norme sul lavoro».