Gianni Aurora - Area Manager Italia di Sicma S.p.A.

Perché avete scelto Fieragricola?

 

 

Abbiamo scelto Fieragricola, perché essa rappresenta per noi un importante vetrina verso alcuni nuovi mercati a cui negli ultimi anni ci stiamo dedicando con tante energie. Possiamo citare, ad esempio, il settore della viticoltura per il quale abbiamo sviluppato gli interfilari Sicma D1 e D2 caratterizzati da molteplici configurazioni, estremamente versatili e adattabili a diverse tipologie di mezzi da lavoro.

Cosa vi aspettate da Fieragricola?

Ci aspettiamo una buona affluenza di pubblico, nonostante il momento storico, ci auguriamo di incontrare molti distributori e utenti privati per poter illustrare loro le nostre novità ma soprattutto far toccare con mano la qualità eccellente dei nostri prodotti, che ci piace ricordare una volta di più, sono realizzati totalmente in Italia e sono caratterizzati da una filiera produttiva totalmente integrata.

A quale tipologia di operatore di rivolgete?

Negli ultimi anni Sicma ha notevolmente allargato la sua gamma di prodotti. Ora possiamo affermare di avere una gamma completa che soddisfi sia il piccolo agricoltore che la grande azienda agricola. In tempi recenti nuove macchine sono state ingegnerizzate e si sono affiancate alla produzione storica che naturalmente – con le fresatrici e le trinciatrici – occupa un posto molto importante ed è stata oggetto di interessanti aggiornamenti tecnici per renderla ancora più efficiente durante le lavorazioni. Infine, con il progresso delle esigenze degli operatori del settore agricolo si rende necessario far evolvere di pari passo le macchine. In Sicma teniamo sempre presente il concetto per cui vogliamo che ci riconoscano come l’azienda che con i suoi prodotti rappresenti la soluzione ideale a ciò che i nostri clienti chiedono.

Come affrontate i rincari delle materie prime?

Sin dagli ultimi mesi del 2020 gli aumenti di prezzo delle materie prime avevano fatto presagire un andamento in crescendo per tutto l’anno successivo. Abbiamo lavorato strettamente con i nostri fornitori e siamo riusciti quanto meno nel primo semestre a tenerli sotto controllo.

Purtroppo, però, l’intensità degli aumenti è diventata così forte che alla fine siamo stati costretti ad intervenire in maniera decisa, cercando allo stesso tempo di penalizzare il meno possibile i nostri clienti.

Qual è la vostra quota export? In quali Paesi vendete?

La nostra quota export è superiore al 75%. I nostri prodotti sono acquistati da importatori e costruttori di tutto il mondo. Le macchine Sicma si possono vedere all’opera sia in Nord America che in America Latina così come in Europa e in Estremo Oriente.
Nello specifico i Paesi dove esportiamo per la maggiore sono, oltre l’Europa: Stati Uniti, Bangladesh, area mediterranea, Canada, Cile, Argentina, Colombia, Perù.

Tra i nostri clienti più importanti annoveriamo giganti del settore come John Deere e Kubota.

Con il Covid avete avuto difficoltà di logistica?

Le difficoltà nel settore logistico ci sono state, anche se nel nostro caso hanno avuto un impatto più limitato: infatti la nostra intera filiera è italiana e realizzando in casa la quasi totalità dei componenti necessari alle nostre macchine, gli effetti sulla catena di fornitura sono stati abbastanza sotto controllo. Piuttosto sul fronte export i nostri clienti hanno subito i maggiori effetti: il costo delle spedizioni navali è triplicato in pochissimo tempo ed i tempi medi di attraversamento sono aumentati in maniera inimmaginabile ma ci piace guardare al futuro con ottimismo e pensare che presto torneremo a lavorare tutti come facevamo prima dell’avvento del Covid-19.

Come immaginate l’agricoltura nel 2030?

Il 2030 è più vicino di quanto sembri, dovremo stare al passo con le nuove tecnologie cercando di trovare le giuste sinergie con le grandi aziende costruttrici per far rendere al 100% trattori e attrezzature, avendo come obiettivo quello di razionalizzare l’uso delle risorse mirando alla salvaguardia dell’ambiente. Sicma in questo senso già da diverso tempo è impegnata a considerare il tema della sostenibilità ambientale come un must delle produzioni industriali contemporanee: l’energia utilizzata per il processo produttivo – ad esempio – viene creata sfruttando il sole così da creare una similitudine tra quella che è la fonte primaria di energia in agricoltura e la produzione di macchine utilizzate nel lavoro agricolo.

Gianni Aurora - Area Manager Italia di Sicma S.p.A.