Quando progettate un trattore, quali sono i vostri obiettivi prioritari?

 

 

In questo momento gli obiettivi si concentrano sull'aumento del comfort per l'operatore, aumento della sicurezza del mezzo per chi guida e per chi è attorno al veicolo e riduzione dell'impatto del mezzo sull'ambiente, con motori più puliti o motorizzazioni alternative o elettriche. Sono in grande crescita anche gli investimenti per la connessione dei mezzi a sistemi cloud per la raccolta dei dati di funzionamento e localizzazione dei veicoli e per la interconnessione di questi con altri veicoli e con sistemi agronomici per l'ottimizzazione delle coltivazioni e la riduzione dell'impatto di prodotti chimici sull'ambiente.

 

Come massimizzare i vantaggi dell’agricoltura 4.0? Quali sono le difficoltà alla diffusione dell’agricoltura digitale?

Se ci concentriamo sulle macchine agricole, il trattore di solito opera con un attrezzo collegato; il cantiere trattore+attrezzo esegue la lavorazione agricola. In passato i due mezzi erano completamente scollegati o interconnessi solo meccanicamente, oggi sono sempre più connessi elettronicamente ed, a volte, è l'attrezzo a comandare il funzionamento del trattore; i due sistemi, a loro volta, possono essere connessi ad un cloud. Il trattore negli anni è diventato quindi non solo una fonte di potenza meccanica ma anche una macchina operatrice, sempre più intelligente che fornisce potenza meccanica ed è controllato in tempo reale da remoto. Questa evoluzione permette di eseguire lavorazioni ad impatto sempre minore per l'ambiente. 

Perché tutto questo possa funzionare c'è bisogno di far evolvere in maniera armonica la tecnologia dell'attrezzatura con quella del trattore, in modo che si "parlino con lo stesso linguaggio". E' anche necessario sviluppare la rete infrastrutturale che connette, via radio, i veicoli a terra in maniera da scambiare i dati. Macchine così complesse richiedono anche una assistenza all'altezza della situazione e quindi queste tecnologie richiederanno personale specializzato per la loro manutenzione in modo da minimizzare i fermi macchina, sia per manutenzione ordinaria che straordinaria. Sempre di più sarà necessario gestire a livello EU i protocolli e gli standard in modo che non vi siano problemi di compatibilità ed inter-operabilità tra veicoli di costruttori diversi. Attenzione bisognerà porre alla proprietà e sicurezza dei dati.

 

Una politica europea dei chip potrebbe portare dei vantaggi per i costruttori e, di riflesso, per gli utilizzatori delle macchine agricole?

Ritengo di sì. A livello mondiale solo il 3% della produzione di componenti elettronici è destinata al mondo "automotive" (auto, Bus, Camion, Trattori, ecc), il restante 97% è destinata ad altri settori come smartphones (48%), computers HPC (38%), ecc. Le fabbriche di silicio sono oggi più che sature e basta una minima riduzione delle necessità del mercato automotive (come è successo nel 2020) per spostare su altri settori capacità produttive di componenti destinati ai veicoli, generando i problemi che stiamo vivendo oggi. Più il mercato è globale e più è difficile controllare queste situazioni. Riportando le produzioni dall'est del mondo di nuovo in Europa ed USA si otterrà il beneficio di riequilibrare le leadership tecnologiche dei paesi occidentali e riuscire a gestire meglio le necessità dei mercati locali in funzione delle loro specializzazioni e senza penalizzare i costi dei prodotti.

 

Come sarà l’agricoltura nel 2050?

A quella data immaginiamo un'agricoltura sempre più rispettosa dell'ambiente con impatti bassi sia per i prodotti che si usano sia per i motori delle macchine.

Innanzitutto il propulsore dei veicoli non sarà più endotermico come lo conosciamo oggi; ricordo che dagli esordi del motore Diesel del 1892 fino agli inizi degli anni 2000 quasi nulla è cambiato, se non l'introduzione del turbo e l'iniezione Common Rail. Dal 2000 ad oggi si è molto lavorato sui consumi e l'abbattimento dei gas di scarico. Oggi invece siamo nel pieno di una rivoluzione in questo settore, partita con l'adozione delle propulsioni ibride, che porterà ad una progressiva adozione di propulsioni puramente elettriche passando per sistemi misti endotermici/elettrici.

Le macchine agricole, le attrezzature e le aziende saranno sempre più interconnesse ed integrate tra loro e molte coltivazioni specializzate verranno realizzate da piccoli trattori autonomi che si occuperanno di mantenere salubri le coltivazioni con trattamenti a bassissimo impatto a volte anche puramente meccanici; macchine simili si occuperanno poi della raccolta.

Esisteranno ancora le grandi trattrici e grandi macchine da raccolta ma saranno completamente elettriche, interconnesse tra loro e con poche persone a gestire molte di esse in parallelo. Ci sarà un grande sviluppo di tecniche agronomiche che piloteranno le varie fasi agricole, con l'ausilio di sistemi di ricognizione visiva in tempo reale per il controllo e la gestione dei raccolti.

Per l'alimentazione delle macchine vi saranno sistemi di generazione dell'energia direttamente nell'azienda agricola, con generazione elettrica da pannelli solari o pale eoliche, e stoccaggio in batterie o serbatoi di Idrogeno (dopo elettrolizzazione). L'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili potrebbe essere infatti utilizzato per produrre elettricità direttamente a bordo dei mezzi dotati di motori elettrici.

 

Giovanni Esposito - Innovation Director Argo Tractors