Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni individua dieci azioni da realizzare entro il 2020

“Coordinamento delle iniziative di sviluppo, tutela del consumatore, semplificazione e ricerca, questi gli assi d’azione per lo sviluppo del bio italiano, così come elencati dal viceministro alle Politiche agricole con delega al biologico, Andrea Olivero. A questi obiettivi punta il Piano strategico nazionale del biologico, recentemente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di un documento importante, che delinea 10 azioni principali da mettere in atto entro il 2020 per far decollare definitivamente il comparto.

 

Lo sviluppo del biologico

La gran parte delle 10 azioni indicate dal Governo riguardano lo sviluppo delle potenzialità produttive e commerciali del biologico italiano. In questa direzione vanno gli obiettivi di uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai Psr tra le diverse Regioni italiane” e “indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai Psr”.

Altra misura, potenzialmente molto utile, è quella che passa per la promozione dell’utilizzo dei prodotti biologici in alcuni servizi pubblici chiave, come la ristorazione ospedaliera e le mense scolastiche.

 

Nuove forme associative e nuovo marchio

La nota del Ministero indica anche la realizzazione di specifiche forme associative per favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, trasformazione, distribuzione e commercio”.

Altro punto potenzialmente interessante è l’opportunità, che è ancora per tutta da “valutare”, dell’introduzione di un segno distintivo per il bio Made in Italy, la cui promozione “attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agro-alimentare” è indicata come una delle azioni. A questo si dovrebbero accompagnare specifiche campagne di informazione per l’agricoltura biologica”.

 

La semplificazione

L’altra priorità individuata dal documento è la semplificazione. Due le azioni individuate dal nazionale del biologico. La prima, sul piano normativo, da attuare con “il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali”. L’altra, sul piano informativo, che passa con lo sviluppo del SIB (Sistema di Informazione del Biologico) “per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore con l’obiettivo di semplificare le procedure a carico degli operatori”.

 

La promozione della ricerca

Il documento strategico approvato dalla Conferenza Stato-Regioni insiste anche sulla diffusione della conoscenza del biologico e sull’innovazione del settore attraverso attività di ricerca. Sono dunque messi in programma l’istituzione “di percorsi formativi sull’agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori” e il rafforzamento dei servizi del SINAB per migliorare la disponibilità di informazioni relative al settore”.

Le azioni che riguardano specificamente le attività di ricerca sono la “predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica e la “costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica”.

 

I controlli

Il piano, infine, prevede due misure a tutela delle imprese biologiche e dei consumatori. La prima è il miglioramento del sistema di controllo e certificazione in Italia. La seconda l’intensificazione dei controlli e delle attività di certificazione del biologico importato, anche “con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti per favorire un rapido scambio di informazioni”.

 

Fonte: Osservatorio Fieragricola