Esperta di lavoro, paladina della lotta al caporalato

È Teresa Bellanova il nuovo ministro delle Politiche agricole. Giurerà questa mattina al Quirinale, nella squadra di governo capitanata da Giuseppe Conte. Succede a Gian Marco Centinaio e, per marcare una crasi col precedente esecutivo – sempre guidato da Conte – è scomparsa la delega al turismo.

Sindacalista di formazione sindacalista, ha lavorato in Puglia e si è battuta in prima linea nella lotta al caporalato prima di essere nominata segretaria generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori Agroindustria) di Lecce.

Dal 1996 al 2000 guida la Filtea (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero) ed entra a far parte della segreteria nazionale Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, politiche industriali, mercato del lavoro, contoterzismo e formazione professionale.

Nel 2006 entra in Parlamento per la prima volta. È eletta con l’Ulivo alla Camera dei Deputati e viene riconfermata nel 2008. Dal 21 maggio dello stesso anno è componente della XI commissione (lavoro pubblico e privato). È riconfermata deputato nel 2013. È Segretario del gruppo Pd alla Camera.

Sottosegretario al lavoro dal 2014, Bellanova viene promossa a viceministro dello Svilippo economico nel 2016, incarico che manterrà sia nel governo Renzi che in quello guidato da Gentiloni (vice di Federica Guidi e di Carlo Calenda).

Da ministro delle Politiche agricole del secondo governo Conte dovrà impegnarsi a difendere gli agricoltori e i contoterzisti italiani a Bruxelles in vista della riforma della Politica agricola comune post 2020. Con ogni probabilità, data anche la complessità del negoziato, la riforma della Pac potrebbe slittare nel 2021 e partire nel 2022.

Fonte: Ufficio Stampa Fieragricola

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