DE CASTRO: "PASSI AVANTI, MA NON SUFFICIENTI PER TUTELARE AGRICOLTORI"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato ieri a Palazzo Chigi il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker e ha affrontato anche il nodo della Pac. Nell’ambito del quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, infatti, il premier Conte ha espresso «la premura italiana che non siano decurtati i fondi destinati alla coesione e alla Politica agricola, che si mantiene nel nostro Paese su un equilibrio molto delicato».

Il messaggio di Conte è stato molto limpido: «È di vitale importanza non ridurre i finanziamenti».

Un ringraziamento per l’atteggiamento tenuto di difesa dell’agricoltura è arrivato da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. «Diciamo grazie al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per la posizione forte e chiara contraria alla riduzione dei fondi da destinare alla Pac nei prossimi anni; ci fa piacere constatare che il governo ha raccolto il nostro appello».

Nel quadro finanziario dell’Unione europea per il periodo 2021-2027, ha ricordato Giansanti, «complessivamente la riduzione per l’agricoltura italiana ammonterebbe a circa 3 miliardi di euro; una proposta assolutamente inaccettabile e contraddittoria, anche alla luce dei nuovi impegni per la sostenibilità ambientale richiesti alla imprese; in effetti la Commissione ha proposto di far pesare sugli agricoltori europei le conseguenze della Brexit».

Intanto, in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, è arrivata una bocciatura da Paolo De Castro e altri componenti della Commissione sulla proposta di riforma della Pac. «Numerosi passi avanti in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento sui piani strategici per la futura riforma della Pac sono stati fatti, ma non sufficienti per tutelare i nostri agricoltori e cittadini come avremmo voluto»", ha detto De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura.

«Abbiamo migliorato in molti punti la proposta del commissario Hogan fissando un tetto agli aiuti Ue sopra i 100mila euro, che però esclude le aziende agricole cooperative e sottrae al calcolo i costi di lavoro che gli agricoltori devono fronteggiare – ha sintetizzato -; abbiamo introdotto una maggiore flessibilità negli obblighi ambientali per i nostri produttori, con l’eliminazione dell’obbligatorietà per misure quali le aree ad interesse ecologico e la diversificazione colturale, sostituite da interventi più ambiziosi come la rotazione delle colture, salvaguardato il finanziamento delle campagne di promozione delle eccellenze agroalimentari, in particolare il vino, e introdotto ulteriori misure in favore dei giovani e delle donne in agricoltura».

 

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

 

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