La conferenza Stato-Regioni approva le linee per l’efficientamento e la promozione della filiera. Martina: “Una strategia che mancava da troppo tempo in Italia”

Nuovi impianti e sistemi colturali per aumentare la produzione, promozione dell’attività di Ricerca & Sviluppo e sostegno alla filiera. Questi gli assi portanti del Piano olivicolo nazionale, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Si tratta del primo documento strategico di questo tipo per il comparto dell’olio di oliva.

Le linee strategiche individuate nel piano saranno supportate con un investimento da parte del Governo centrale di 32 milioni di euro, a cui potranno aggiungersi eventuali risorse sbloccate in ambito regionale. “Con l’approvazione per la prima volta del piano olivicolo nazionale – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martinainiziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità”.

 

Obiettivo: maggiore efficienza

Le direttrici individuate dalla Conferenza Stato-Regioni sono state illustrate dal Ministero dell’Agricoltura. Il filo rosso che unisce i vari ambiti di azione del Piano olivicolo nazionale è l’efficientamento della filiera, di cui fanno parte novecento mila imprese per un valore di affari di 3 miliardi di euro (il 3 per cento del fatturato totale dell’industria agroalimentare).

L’incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, ad esempio, dovrebbe essere raggiunto – si legge nella nota diffusa dal Ministero – “senza accrescere la pressione sulle risorse naturali”. Gli strumenti individuati sono piuttosto “la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica”. Un altro punto che insiste su questo concetto è il “recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili.

 

La ricerca e il sostegno agli operatori

L’efficientamento della filiera non passa solamente per l’ottimizzazione dei processi produttivi, ma anche per il sostegno alle attività di Ricerca & Sviluppo e al miglioramento degli asset produttivi. La promozione dell’attività di ricerca è citata come via “per accrescere e migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana”.

A queste misure si affiancano quelle a sostegno della stessa struttura della filiera e delle vendite. Sono inserite nel Piano olivicolo nazionale, infatti, le iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell’olio extravergine di oliva italiano”, gli “interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su quelli internazionali” e le misure per incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola”.

 

Fonte: Osservatorio Fieragricola

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