La Cgia di Mestre stima i danni all’export italiano: più di 3 miliardi. Coldiretti: “L’agricoltura il settore più penalizzato”

È costata più di 3 miliardi all’economia italiana la chiusura dei rapporti commerciali con la Russia all’indomani della crisi con l’Ucraina

Lo rileva la Cgia di Mestre, che evidenzia come l’export sia passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento). L’indagine si concentra, come ovvio data la fonte (un’associazione di artigiani e pmi) sulla manifattura. Ma è stato quello agricolo il settore più penalizzato. Lo ha ribadito Coldiretti, che ha stimato danni per circa 400 milioni di euro.

 

L’inasprimento dei rapporti commerciali con la Federazione Russa ha colpito soprattutto il primo settore, l’unico per cui la chiusura dei rapporti commerciali è stata totale. Ad essere penalizzati in particolare ortofrutta, formaggi, carni e salumi Made in Italy, le cui esportazioni sono state azzerate del tutto. La risposta di Mosca alle sanzioni decise dall’Ue, e quindi l’embargo che coinvolge anche i prodotti Made in Italy, sono costati, secondo le stime diffuse, circa il 20 per cento dell’export del nostro Paese.

 

Quella che è stata definita dall’associazione come una “nuova Guerra Fredda” ha avuto, però, ripercussioni non solo sulle esportazioni, ma ha aggravato la già difficile situazione dei prezzi al mercato. “La mancanza di sbocchi di mercato – spiega la Coldiretti – ha fatto crollare le quotazioni di molti prodotti agricoli europei nel lattiero caseario, nella carne e nell’ortofrutta al di sotto dei costi di produzione costringendo le aziende alla chiusura”.

 

Dulcis in fundo, il cancro della contraffazione ha avuto, secondo Coldiretti, un nuovo impulso proprio a causa dell’embargo russo. La richiesta di prodotti Made in Italy è stata infatti soddisfatta con la “diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con l’Italia ma che sono realizzati all’interno dei confini russi o in Paesi che si stanno avvantaggiando della situazione”.

 

Fonte: Osservatorio Fieragricola

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