Immatricolazioni giù nel primo trimestre 2020 e brusca frenata a marzo

Come sarà il 2020 per le macchine agricole? Difficile dire quanto peserà nel corso dell’anno il lockdown dettato dal Covid-19, che ha colpito duramente anche la filiera della meccanica agricola, con la chiusura delle industrie costruttrici e dei dealer.

Secondo FederUnacoma, la rappresentanza dei costruttori di macchine agricole, anche in presenza di una riapertura degli impianti industriali, il secondo semestre resterà condizionato dalla riduzione dei volumi prodotti e dalla minore capacità di investimento da parte delle imprese agricole. E di quelle agromeccaniche, che rappresentano il 30% delle immatricolazioni, se non oltre in alcuni segmenti come i trattori di elevata potenza e le mietitrebbiatrici.

Nel mese di marzo il mercato delle macchine agricole paga il prezzo dell’emergenza Coronavirus e  segna cali vistosi per le trattrici (-34,4%), le mietitrebbiatrici (-12,5%), le trattrici con pianale di carico (-21,1%), i rimorchi (-39,3%) e i sollevatori telescopici agricoli (-10,5 %).

Sul dato statistico di marzo ha pesato in taluni casi anche il blocco delle pratiche d’immatricolazione presso gli uffici della Motorizzazione, causato dalle misure precauzionali adottate nelle strutture pubbliche.

Nella statistica relativa al primo trimestre dell’anno – che l’Ufficio Studi di FederUnacoma realizza sulla base dei dati relativi alle registrazioni forniti dal Ministero dei Trasporti – il dato di marzo si compensa con quelli riferiti ai mesi di gennaio e febbraio ancora non condizionati dall’emergenza epidemia.

Nella media del trimestre – informa FederUnacoma - le immatricolazioni di trattrici calano del 14,6%, le immatricolazioni di rimorchi del 17,4%, mentre complessivamente in attivo risultano le trattrici con pianale di carico (+2,6%) e i sollevatori telescopici (+9,1 %).

Sul bilancio del prossimo trimestre peserà, purtroppo, il blocco totale della produzione e commercializzazione dei macchinari che ha caratterizzato la prima metà di aprile. Anche in presenza di una riapertura dei siti industriali – rileva FederUnacoma – i volumi prodotti saranno notevolmente ridotti, per la necessità di rispettare le norme di sicurezza e prevenzione all’interno degli impianti. Di conseguenza anche il mercato potrà disporre di minori quantitativi di macchinario, in un contesto che vedrà comunque una minore capacità di spesa da parte delle aziende agricole a causa della congiuntura infelice.

Le previsioni per il secondo trimestre indicano dunque un perdurare della fase negativa, in attesa che l’arrivo della stagione estiva e l’attenuarsi dell’emergenza possano incoraggiare una ripresa più robusta delle attività nel comparto.

 
Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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