Il presidente Barella: valorizziamo la qualità anche nelle grandi dop

Corrado Barella è stato eletto all’unanimità presidente del Cvprbi, il Consorzio valorizzazione prodotti razza Bruna italiana. Allevatore della provincia di Parma, conferisce il latte per la produzione di Parmigiano Reggiano disolabruna, il marchio che appunto certifica e valorizza i prodotti caseari ottenuti dal latte proveniente da bovine di razza bruna. Fieragricola, manifestazione internazionale dedicata all’agricoltura, in programma dal 29 gennaio all’1 febbraio 2020, lo ha intervistato. Il marchio disolabruna sarà presente a Fieragricola, dove l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna (Anarb) organizzerà un confronto europeo tra allevatori provenienti da tutta Europa.

Presidente Barella, quali saranno le linee guida che ispireranno il suo mandato?

«Si è già fatto molto per la valorizzazione del latte di bruna, ma ritengo ci siano ancora aspetti rilevanti da sviluppare: dobbiamo a breve portare l’intera filiera disolabruna ad essere certificata da un ente terzo, cosi da garantire ancora di più il consumatore ed di maggiore richiamo verso i produttori che stanno convertendo le stalle in strutture popolate da bovine di razza Bruna. Inoltre, il prodotto va fatto conoscere di più all’estero, dove ci sono spazi enormi di manovra e dove la tipicità e l’innovazione italiane hanno un grande spazio».

Come declina il consorzio disolabruna il tema della sostenibilità ambientale, economica, sociale?

«La valorizzazione delle differenze nei prodotti alimentari e la riscoperta di gusti e tipicità non massificate aiutano in prima battuta i produttori attenti ad un percorso produttivo a misura d’uomo e di animale. Chi crede nel prodotto disolabruna è tipicamente un allevatore che fa della scelta di valorizzazione delle differenze anche una scelta di vita. Con orgoglio e con responsabilità il consorzio è al loro fianco in questa avventura, da qualcuno definita controcorrente».

Il marchio disolabruna riesce a strappare riconoscimenti economici migliori quando è abbinato ad altri marchi Dop (come nel caso del Parmigiano Reggiano, ad esempio)?

«Si. Contrariamente anche alle nostre aspettative i risultati più eclatanti arrivano dall’accoppiata disolabruna con marchi Dop forti. L’esigenza di andare oltre la Dop e di ulteriormente differenziare il prodotto è molto sentita da alcuni operatori di mercato e tale atteggiamento è sempre più forte. L’esempio del Parmigiano Reggiano è illuminante. Pensavamo inizialmente che non ci fosse spazio per un marchio aggiuntivo vicino ad una Dop cosi riconoscibile ed invece, anche grazie alla sensibilità del Consorzio del Parmigiano Reggiano, abbiamo consolidato un’azione di promozione che aiuta concretamente entrambi i marchi».

Quali sono le sfide che vi attendono?

«Il mercato estero è ancora da sviluppare. Da una parte il consorzio disolabruna deve crescere per avere più possibilità di azione anche in ambiti particolarmente impegnativi, ma dall’altra parte è necessario che disolabruna continui ad essere un marchio impregnato di una forte credibilità, che non scenda cioè a compromessi con le esigenze di crescita. È veramente essenziale che si continui a lavorare all’insegna della serietà, del rigore e della continuità, proprio in un momento dove ci sono grandi richieste espansive del marchio che debbono essere valutate con attenzione.

Insomma, la sfida è impegnativa, ma sono convinto che riusciremo nel nostro intento di crescita»

Su quali indici genomici oggi la zootecnia da latte di razza Bruna ha in programma di puntare e perché?

«Anarb ha da tempo pubblicato un indice genetico e genomico chiamato proprio disolabruna, che fa da anello di congiunzione tra l’attività tecnica e l’attività promozionale. Tale indice garantisce miglioramenti proprio sui caratteri più importanti, legati alla caseificazione. L’attenzione verso il tipo di caseina contenuto nel latte (K caseina ma anche beta caseina) rientra pienamente negli obiettivi che ci siamo dati».

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

 

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