Coldiretti monitora «finta primavera» al nord, vento e incendi al sud

Il clima impazzito mette in difficoltà il pianeta, con ghiacciai che si sciolgono, fauna alle prese con temperature che si alzano, rovesci meteorologici che creano imprevisti assoluti, eventi estremi e, di conseguenza, danni economici di impatto devastante.

Il 2019 si classifica fino ad ora al terzo posto tra gli anni più bollenti del pianeta facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,88 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti relative al mese di gennaio, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva i dati dal 1880. L’anomalia si fa sentire anche in Italia dove le temperature minime sono state di 2,2 gradi superiori alla media nella prima decade di febbraio, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ucea.

Gli effetti del potente anticiclone a matrice sub tropicale ancora presente sulla Penisola – continua la Coldiretti - mettono in allarme anche le campagne dove il rischio è che la «finta primavera» inganni le coltivazioni favorendo un «risveglio» che le rende particolarmente vulnerabili all’eventuale prossimo arrivo del gelo con danni incalcolabili.

Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati con sfasamenti stagionali, il moltiplicarsi di eventi estremi, e precipitazioni brevi, ma intense che il terreno non riesce ad assorbire.

Centro Sud flagellato. Proprio nei giorni scorsi le forti raffiche di vento hanno divelto serre, spezzato piante e distrutto coltivazioni con pesanti danni all’agricoltura. Particolarmente la situazione in molte aziende agricole della Sicilia dove sono state danneggiate dal vento decine di serre nelle province di Ragusa e Siracusa.

Il vento dopo le temperature insolitamente levate di febbraio - continua la Coldiretti - alimenta anche gli incendi che sono scoppiati anche gli incendi in diverse aree della Penisola, dalla Lucchesia dove sono andati in fumo decine di ettari di prato e pascolo nel comune di Stazzema all’Aquilano dove le fiamme hanno interessato una porzione di bosco di Poggio Filippo, frazione di Tagliacozzo.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Fieragricola

 

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