Dagli USA all'Europa, è rosa il futuro del Biologico. Spunta un asse Londra-Copenaghen per promuovere l'Organic

 

Il biologico sarà il futuro? È molto difficile vedere totalmente capovolti gli equilibri tra convenzionale e biologico, ma è un dato di fatto che il biologico è in crescita. Sempre più apprezzato e ricercato dal consumatore, l’offerta sembra non essere al passo con la domanda, in crescita in quelle parti del mondo in cui il reddito pro capite è più elevato.


Il biologico è in crescita Il concetto che si sta affermando è biologico uguale sano, il che è senz’altro corretto, ma nella misura in cui non subentra l’immagine che i prodotti cosiddetti “non-organic” non siano sani.
Per rispondere alla crescita delle produzioni biologiche e per dare risposte efficaci gli Stati Uniti, nell’ultimo spicchio di amministrazione Obama, hanno varato un programma mirato a certificare la terra agricola che i coltivatori stanno trasformando in biologica.
Si tratta di una certificazione della fase di transizione, per ovviare allo squilibrio del periodo in cui, appunto, gli agricoltori abbandonano il regime convenzionale e si dirigono verso il biologico. Un periodo in cui diminuisce la produttività per l’assenza di input chimici e allo stesso tempo non c’è ancora il riconoscimento della produzione bio, che si ha dopo tre anni dall’abbandono di concimi e fertilizzanti di sintesi.
Anche in Europa è in crescita l’attenzione al bio. E si prevede una ulteriore accelerazione verso tale modello produttivo, soprattutto dopo la diffusione delle percezioni negative diffusi dal Copa Cogeca sulla fiducia nel futuro dell’agricoltura e sulle elaborazioni dei dati Eurostat, in base ai quali i redditi delle imprese agricole a livello europeo sia diminuito del 2% rispetto all’anno precedente.


Un bando europeo di 10,4 milioni di euro Regno Unito e Danimarca hanno vinto recentemente un bando europeo per sviluppare una campagna triennale da 9,1 milioni di sterline, pari a 10,4 milioni di euro, per favorire il consumo di cibi e bevande biologiche in tutta Europa.
Gestita dal Comitato britannico dell’Organic trade board, la campagna sarà finanziata al 70% dall’Ue e si concentrerà sullo sviluppo delle vendite al dettaglio, sull’incremento dell’occupazione nel settore e sulla sensibilizzazione dei consumatori sui benefici salutari. Parteciperà anche il segmento della distribuzione: Tesco, Sainsbury’s e altri 60 membri di Otb fra retailer e grossisti contribuiranno con 340mila sterline. L’obiettivo della campagna è aumentare la spesa annua totale del settore.


I numeri di un mercato in crescita Il mercato biologico del Regno Unito è cresciuto del 5,6% nel 2016, rispetto alla media del 9% di altri Paesi europei. Per la Danimarca collabora all’iniziativa l’associazione Organic Denmark. Nel 2016 le vendite di alimenti bio hanno rappresentato il 10% di tutte le vendite food, tanto che oggi la metà dei danesi acquistano alimenti biologici tutte le settimane. Ciò è stato ottenuto attraverso la combinazione tra politiche efficaci e stretta collaborazione con le catene distributive danesi.

 

 

Fonte: Servizio Stampa Fieragricola-Veronafiere

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