Al via la campagna di Donne in campo (Cia) per celebrare l’8 marzo nel segno della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente

Un seme per celebrare la Festa della donna. Donne in campo (Cia) ha lanciato la campagna “Piantamola!” per festeggiare l’8 marzo nel segno della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. L’iniziativa prevede l’allestimento di banchetti in tutta Italia, a cui si aggiungono i vivai che aderiscono, dove poter acquistare un seme, una piantina o un alberello: “Lavanda in Toscana, piante officinali in Puglia e frutti antichi in Sicilia, rampicanti, erbe aromatiche, alberi da frutto, pomodori e prodotti dell'orto”. Nonostante l’8 marzo sia un martedì, i banchetti sono allestiti in molte regioni già a partire da domenica.

 

“Un gesto ideale per l’8 marzo”

Mara Longhin, presidente dell’associazione, ha spiegato con queste parole il senso dell’iniziativa: “Acquistare una pianta e impegnarsi nella sua cura è il modo migliore per celebrare la Festa della Donna. Non è soltanto un gesto ‘green’, puramente simbolico, ma un atto concreto per ‘dare la vita’ e far crescere un vegetale, promuovendo il rispetto della natura e dei suoi ecosistemi”.

“Il suolo, i semi, le piante – ha continuato la numero uno di Donne in campo – rappresentano il primo anello della catena alimentare e sono il simbolo della sostenibilità ambientale: difenderli e curarli è il compito di tutti, a partire dalle agricoltrici che ogni giorno contribuiscono a garantire la sicurezza alimentare proteggendo la biodiversità.

 

L’agricoltura in rosa

Donne in campo sostiene l’iniziativa, oltre che per celebrare il lavoro di tante donne nelle aziende agricola, anche per mandare un messaggio importante: “Il lavoro è una risorsa per le donne, una potente arma antiviolenza”. Proprio l'agricoltura è il settore con una percentuale maggiore di aziende agricole gestite da una donna: più di 497 mila, oltre il 30% del totale. Le donne sono anche una risorsa preziosa non solamente per quanto riguarda il management dell’azienda: le lavoratrici rappresentano infatti quasi il 40% della forza lavoro complessiva del primo settore.

“Le donne sono un caso di resilienza e di resistenza nei territori rurali – è il commento della presidente Longhin -, ma soprattutto sono quelle che hanno raccolto per prime e meglio la sfida di dare un futuro all'agricoltura costruendo al contempo risposte concrete alla sempre più accentuata carenza di welfare, che le lascia spesso sole nelle cure familiari. Risposte che noi chiamiamo multifunzionalità, quindi agri-asili e agri-nidi, fattorie didattiche, aziende agri-sociali che includono persone disabili, anziani e migranti”.

 

Fonte: Osservatorio Fieragricola

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