92 Realtà per un’unica voce a sostegno della filiera agroalimentare

In piena emergenza Covid-19, un gruppo di imprenditori attivi nel settore agricolo e zootecnico, ha avuto la lungimiranza di accogliere tante singole richieste per farle diventare un unico grande appello a sostegno di tutti gli allevatori e agricoltori del nostro Paese.

È così che una semplice idea, si è trasformata velocemente in un manifesto solidale condiviso dai più grandi player del settore che invitano a comprare prodotti alimentari italiani, apparendo a pag. 22 sul Quotidiano Corriere della Sera Domenica 22 Marzo 2020.

Il messaggio riportato è molto chiaro e diretto: “COMPRIAMO ITALIANO” ricordando a tutti che ogni giorno almeno 3,6 milioni di persone allevano, coltivano, trasformano e distribuiscono prodotti di elevata qualità, sanitariamente sicuri e controllati di cui il Paese ha estremamente bisogno e che in questi momenti di emergenza l'unico modo per ringraziare tutte queste persone del loro sacrificio e senso di responsabilità è comprare italiano e non abbandonarlo mai.

La struttura dell’iniziativa “Compriamo Italiano”, si è creata con l’adesione volontaria delle prime 78 aziende che tramite un contributo iniziale a copertura dei costi di pubblicazione, ha consentito di devolvere il resto del ricavato a favore dell’Ospedale Civile di Piacenza che da diverso tempo combatte una costante battaglia quotidiana contro il Covid-19 distinguendosi per la gravità della propria situazione in tutta l’Emilia-Romagna, a causa del triste  primato riscontrato come numero di ricoveri e di contagi nel nosocomio del capoluogo piacentino.

Il cuore di questo gruppo di imprenditori, è lo spirito di collaborazione che si è venuto a creare tra tutti, dimostrando così la propria solidarietà a un comparto già fortemente penalizzato per i costi dei propri prodotti, perché assoggettati a difficili dinamiche di mercato.

Ora come non mai c’è necessità di un rilancio del comparto agro-zootecnico che per fare un esempio, solo per il latte fresco, deve far fronte per il mese di Marzo a un calo superiore al 25 %  rispetto al 2019, questo a causa dell’effetto Coronavirus che ha determinato la chiusura del canale Ho.re.ca., ovvero hotel, bar, ristoranti e pizzerie e anche dell’effetto dispensa dei consumatori stimando così una perdita di circa 15 mila tonnellate al mese.

Dopo la prima fase di questa iniziativa, in meno di una settimana si sono aggiunte altre 12 aziende e 2 importanti enti, diventando così ad oggi 92 realtà pronte indistintamente ad aiutare gli allevatori e gli agricoltori italiani, il cui virus non ha consentito di rallentare la propria attività produttiva ma solo di peggiorarne le condizioni e le premesse.

Fonte: Rotaguido

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