Eurocarne di Verona traccia la sfida per il futuro del settore

Origine e gusto. Sono questi i driver che spingono i consumatori a scegliere la carne, tanto che il piacere della carne è il principale motivo di acquisto per il 45,2% dei consumatori italiani seguito dalla motivazione salutistica (“fa bene”, per il 36,1%  degli intervistati). La provenienza dell’animale è ormai un’informazione letta dal 61,1% degli acquirenti, che però vorrebbero trovare anche in etichetta informazioni supplementari, come (nell’ordine): l’uso di antibiotico, il tipo di alimentazione, età dell’animale, il metodo di allevamento. La marca del distributore, dunque, può essere un elemento di garanzia dell’informazione.

È quanto emerso da un’indagine di Eurocarne di Verona e presentata nel corso della tavola rotonda moderata da Salvo Garipoli di SG Marketing, alla quale hanno partecipato alcuni dei protagonisti delle filiere della carne, dalla produzione alla distribuzione.

La carne si conferma un prodotto principe della dieta alimentare e della cultura italiana, valorizzata  attraverso le ricette territoriali dalle più varie sfumature. Tuttavia, ciclicamente – in particolare la carne rossa – è purtroppo vittima di fake news, che ne penalizzano i consumi.

Lo scenario impone dunque alcune riflessioni, per restituire competitività a un comparto produttivo che ha subito negli anni profonde mutazioni (con l’esplosione della soccida, ad esempio), ma che soprattutto in Italia ha saputo cogliere la sfida del benessere animale e dell’innovazione.

Ci sono comunque ancora margini di crescita. Per Serafino Cremonini, direttore commerciale di Inalca, uno dei più importanti player europei nel settore della carne bovina, “diventa strategico puntare sull’automazione”. Strada giusta per migliorare la redditività.

Il consumatore chiede “di risparmiare tempo nella preparazione dei piatti”, è convinto giustamente Donato Didoné, amministratore delegato di Aia, e la conseguenza è che “si mangia meno, ma si mangia meglio. Lo dimostrano i dati: scendono i volumi, non i valori, nel loro complesso”.

L’evoluzione presenta anche altre sfumature. Le sottolinea Duilio Ciardi, responsabile degli acquisti carni rosse e responsabile dei tecnici della carne di Aspiag. “Viviamo una situazione di rallentamento dei consumi, che ha, pare, finalmente trovato una certa stabilità – osserva -. Nel mondo delle carni stanno crescendo sempre più i banchi serviti, soluzione utile per chi vende per capire meglio le esigenze del cliente. Il consumatore, abbiamo visto, ha bisogno di trovare un  legame di fidelizzazione, per capire se le informazioni che gli vengono date sono affidabili”.

Rimane, purtroppo, una fragilità di fondo che permea il settore carne nel suo insieme. E lo dimostra il fatto che troppo spesso basta un problema sanitario dall’altra parte del mondo, che si genera uno squilibrio di mercato.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

FIERAGRICOLA E' MEMBRO DI

IN COLLABORAZIONE CON

PARTNER UFFICIALI

MOBILITY PARTNER

CON IL PATROCINIO DI