Alcune novità dal World Agri-tech Innovation summit di San Francisco

L’agricoltura 4.0 ha molte facce e passa attraverso una digitalizzazione del primario che non guarda solo ai droni, ai GPS, all’agricoltura di precisione con l’Internet of Things. Anche la robotizzazione della manodopera, in sostituzione di quella umana, è un risvolto col quale gli imprenditori agricoli devono fare i conti. In questo modo vi sono aziende – come ad esempio la Wish Farms in Florida, case history rilanciata dalla rivista The New Yorker – che utilizzano i robot per la cura e la raccolta di fragole e frutti rossi.

Di futuro dell’agricoltura si è discusso anche a San Francisco al World Agri-Tech Innovation Summit, di cui AgroNotizie è partner. E anche in questo caso automazione e analisi dei big data hanno conquistato l’attenzione degli operatori in campo e fuori.

La startup Prospera-Valley ha realizzato un pivot 4.0, in grado – come scrive Tommaso Cinquemani – “di monitorare la coltura sottostante ad ogni ciclo di irrigazione. Se infatti uno dei problemi del monitoraggio delle colture è portare sopra i campi i sensori, con l’utilizzo dei pivot questo ostacolo viene facilmente abbattuto. Lo smart Pivot è in grado di rilevare il vigore vegetale delle piante, individuare la presenza di infestanti o di insetti dannosi e di analizzare anche dati provenienti da altre fonti, come centraline meteo e satelliti. Report e alert vengono poi inviati sullo smartphone dell’agricoltore e in futuro il pivot potrà persino gestire trattamenti a rateo variabile in autonomia”.

Applicazioni in campo anche contro le malerbe resistenti agli erbicidi, modificando l’approccio. “Nei laboratori di WeedOut – riporta AgroNotizie - viene infatti reso sterile il polline dell'infestante più difficile da controllare (ad esempio Amaranthus palmeri). Polline che poi viene sparso sul campo nel periodo della fioritura. Le piante vengono così fecondate, ma da un polline non vitale, che quindi impedisce alla piante di riprodursi. In questo modo, dicono i ricercatori, si potranno mettere in atto strategie chimico-biologico per eliminare il problema”.

La startup Gro intelligence ha invece progettato una piattaforma che aggrega dati provenienti da più fonti (indici dei mercati, previsioni meteorologiche, futures, vendite di sementi etc.) per fornire insight e previsioni sui prezzi delle principali commodities agricole. “Uno strumento che potrebbe servire alle aziende agricole di grandi estensioni per decidere cosa coltivare. Ma soprattutto all’industria molitoria o a quella della mangimistica per gestire meglio la supply chain”.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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