10
DIC
2018

associazioni

I «GILET GIALLI» INFIAMMANO LA FRANCIA, SENZA L’APPOGGIO RURALE. IL MONDO AGRICOLO CHIEDE ATTENZIONE, MA NON SPOSA PROTESTE VIOLENTE

Verso la 114ª Fieragricola di Verona, in programma dal 29 gennaio all’1 febbraio 2020.

Gli agricoltori francesi non si uniscono alla protesta dei «gilet gialli». Lo aveva ribadito nella seconda metà di novembre la Fnsea, il principale sindacato agricolo degli agricoltori, e lo ha ribadito di nuovo, sottolineando che gli agricoltori non vogliono mischiarsi alla violenza, per quanto siano pronti a scendere in piazza per rivendicare le proprie posizioni e chiedere al governo francese maggiori attenzioni al comparto agricolo.

 

Questa settimana, infatti, gli agricoltori organizzeranno manifestazioni pacifiche non tanto per contestare il prezzo del carburante – che rimane agevolato in agricoltura e che ha prezzi inferiori rispetto al diesel in Italia di circa l’11% alla pompa, ha rilevato Ue Coop – quanto per «esprimere le specifiche difficoltà del nostro settore». Parole di Christiane Lambert, presidente della Fnsea.

 

Il dissenso, in particolare, riguarderebbe il tema della regolamentazione delle vendite promozionali nella grande distribuzione organizzata, soluzione adottata in Francia per contrastare il fenomeno al ribasso dei prezzi agli agricoltori. Nonostante sia stato previsto il provvedimento, mancano le ordinanze governative che pure il Parlamento francese ha indicato come cogenti.

 

Le disposizioni di legge dovrebbero essere emanate all’inizio del prossimo anno, ha assicurato il ministro dell’Agricoltura, Didier Guillame, anche lui bersaglio delle proteste non sempre pacifiche dei «gilet gialli».

 

Questa settimana Emmanuel Macron, contestatissimo presidente della Repubblica francese, dovrebbe incontrare le forze economiche e sociali del Paese, fra le quali anche il mondo agricolo.

 

La Fnsea e i JA (il movimento dei Giovani Agricoltori, molto dinamico in Francia) avevano da subito preso le distanze dai contestatori di piazza, rimarcando però che le aree rurali avevano bisogno di un maggiore sostegno e che il prezzo del carburante avrebbe appesantito comunque le casse delle famiglie, anche nelle zone di campagna.

 

«Il carburante è vitale per tutti gli agricoltori nell’esercizio della loro professione, ma è anche importante, più in generale, per la vitalità del mondo rurale. Fa parte della nostra vita quotidiana – ha dichiarato a Le Figaro Bernard Lannes, presidente del Coordinamento rurale -. Il trasporto pubblico è generalmente inesistente nelle campagne».

 

Fonte: Fieragricola News

 

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