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GEN
2016

Agroenergie

2G Italia, ecco come nasce la rivoluzione del biogas

Dopo un biennio di evoluzioni sul mercato, l'azienda di Vago di Lavagno è pronta a presentare a Fieragricola un'importante novità. Ne abbiamo parlato con il CEO Christian Manca

Assecondare e sfruttare i cambiamenti di sistema per restare al top del mercato italiano della cogenerazione

Sono le parole chiave che segneranno i prossimi mesi di 2G Italia, l’azienda di Vago di Lavagno (Verona) filiale nel nostro Paese dell’omonima azienda tedesca.

Dopo un biennio caratterizzato dal consolidamento del settore del biogas e dall’apertura del mercato della cogenerazione industriale a gas naturale, il 2016 sarà per 2G Italia l’anno delle conferme.

 

Per capire cosa ha in serbo l’azienda per preservare la sua leadership nel mercato del biogas e quali novità industriali ci aspettano a Fieragricola 2016, abbiamo parlato con il CEO di 2G Italia Christian Manca.

 

Quali saranno i punti di forza dell’esposizione di 2G Italia a Fieragricola 2016?

“Puntiamo prima di tutto a illustrare la leadership tecnologica nella cogenerazione a biogas che 2G ha costruito con anni di investimenti e di impegno, su un mercato visto come un settore strategico per l’azienda e non come una semplice ‘cash cow’ da mungere senza impegnarsi troppo. Del resto quell’approccio, in Italia, ha già arricchito in anni di vacche grasse molti imprenditori con pochi scrupoli a spese dei titolari d’aziende agricole”.

 

Nel vostro stand a Fieragricola 2016 ci sarà una novità che punta a cambiare il volto del mercato.

“Il nostro protagonista sarà il Filius 404, la nuova macchina a biogas da 100 Kw elettrici di 2G, la base di quella che definiamo la rivoluzione del biogas. È una macchina basata su un motore ottimizzato a quattro cilindri, quindi intrinsecamente più efficiente, a bassissimo consumo di olio lubrificante, con una riserva di potenza che permette di mantenere le prestazioni di targa anche in presenza di condizioni ambientali e di alimentazione critiche, come le temperature elevate e al biogas ‘povero’”.

 

Quali sono le prospettive per il mercato della cogenerazione a gas naturale e biogas per l’agricoltura italiana per i prossimi anni?

“In agricoltura cogenerazione a gas vuol dire biogas, sia per motivi tecnici come la disponibilità di materia prima da trasformare in combustibile, ma anche economici e di struttura degli incentivi. Il mercato ha ancora potenziale di crescita ma si è fatto più selettivo: gli impianti ‘facili’ sono stati realizzati in passato e gli incentivi favoriscono quelli di piccola taglia, che per motivi tecnici sono più difficili da realizzare in modo redditizio. I costi in conto capitale e di esercizio, infatti, non si riducono in modo lineare. Per questo 2G investe sui motori e sui sistemi di controllo, con l’obiettivo di ottenere produttività elevata e bassi costi di gestione”.

 

Quali sono le sfide imminenti per il mercato?

“Negli ultimi tre anni la sfida è stata sempre l’instabilità del quadro normativo. Sembra che oramai i nuovi incentivi stiano per essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Ma anche questi scadranno a fine 2016. La vera sfida che ci aspetta è quindi la definizione del nuovo regime in vigore a partire dal 2017, salvo proroghe dell’ultimo minuto”.

 

C’è poi il tema del termico.

“È un’altra sfida, più per le aziende agricole che per i fornitori. Mentre infatti sulla componente elettrica dell’energia cogenerata l’Italia è in anticipo nel raggiungimento degli obiettivi del 20/20/20, sul termico siamo indietro. È probabile che dal 2017 il vincolo termico all’ammissione agli incentivi sarà rafforzato”.

 

2G Italia ha già siglato delle partnership di alto livello, come nel caso del Gruppo Iuro e del Gruppo Adler: avete ulteriori contatti per il futuro?

“In quei casi si trattava di accordi temporanei e di forniture in ambito industriale a gas naturale. In ambito biogas, stiamo stringendo rapporti di collaborazione, senza privilegiare nessuno, con i maggiori fornitori di biologia attivi in Italia, in particolare digestori e apparecchiature. Con le regole in vigore, che privilegiano l’utilizzo di reflui, scarti e sottoprodotti, la redditività di un impianto a biogas, al netto delle illegalità, dipende dall’efficienza della biologia per più della metà. La flessibilità dei nostri cogeneratori, che si adattano agli sbalzi di qualità del combustibile, è un plus riconosciuto, ma è sempre meglio prevenire che curare”.

 

Cosa vi aspettate da Fieragricola 2016?

“Speriamo che Fieragricola possa giocare un ruolo fondamentale anche sulla scia del definitivo riconoscimento del reddito da vendita di elettricità cogenerata come componente del reddito agricolo. Quindi auspichiamo che la produzione energetica venga vista come un fattore decisivo di redditività dell’agricoltura, fornendo anche le risorse per mantenere elevata la qualità della produzione del settore”. 

 

Fonte: Osservatorio Fieragricola
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